Diario ruvido - Tempo/testa (inedito del 1999)

-Ma io sono vecchio, domani, forse dopodomani, massimo tra tre giorni morirò- mi lamento tremando.
-Non l'hai letto il cartello? Non senti che cosa urla la gente? La legge è uguale per tutti, comprendi come sia infondata la tua lamentela insopportabile- e già affila la lama.
-Se la mia colpa è quella d'essere vecchio, credo bene che dovrete condannare tutti gli altri vecchi come me- e adagio il mio collo sulla costruzione in legno.
-Dici bene, non ti sbagli- e cala la scure, tagliandomi la testa di netto.
-E adesso che farai? Giustizierai un altro colpevole?-
-Tutta la vita giustizio quelli come te- e m'afferra per i capelli, mostrandomi al pubblico.
-Se potessi tornare indietro non commetterei lo stesso errore. Mi rendo conto d'essermi sbagliato, conoscevo la legge, eppure ho voluto fare il furbo-
-Dici bene, non ti sbagli. Noto con piacere che ti sei pentito. Purtroppo per te, però, giustizia è già stata fatta- e mi getta tra la folla eccitata.
-La giutizia ha compiuto il proprio dovere, sono diventato vecchio, neanch'io posso perdonarmelo- roteo per aria, cadendo ai piedi della calca. Mezza dozzina di uomini si contende la mia testa, vince un tale, il più grosso di tutti, che mi porta via, tenendomi per i capelli.
-I miei maiali hanno fame- e versa l'acqua in un pentolone.
-Tutti si ha fame quando si vuol essere più grossi di tutti- e affogo nell'acqua bollente.
-Icaro è il maiale più grosso del paese, mangia sempre perchè c'è un maiale, in città, grande almeno tre volte lui. Sarà ad Icaro che ti darò in pasto- e mi infilza con un forchettone, constata che sono tenero abbastanza.
-Ho motivo di credere che Icaro farà una brutta fine come me: già ho visto i topi in casa tua che s'apparecchiavano la tavola...- e chiudo gli occhi, dato che con un coltellaccio mi sta tagliando proprio in quella zona.
-Il capofamiglia, un sorcio orribile, è già stato prenotato da una comunità di formiche, si dice che faranno una gran festa fra non molto- e mi getta a pezzettini nel pastone di Icaro.
-Non voglio immaginare il maiale a cui contendi il primato! Già tu sei spropositatamente enorme...- e m'ammischio al pastone.
-Sì, sono un grande maiale, ma non potrò mai raggiungere quello di città, non ho abbastanza tempo: già ora mi stanno iniettando del veleno in corpo e presto sarò cibo per il mondo- e china leggermente il capo, permettendomi di scorgere un veterinario che lo sta uccidendo, arrampicato sulla sua poderosa schiena.
Icaro alza le spalle, scuote un po' il muso, poi mi divora.

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