Diario ruvido - Ospedali

Dopo la convalescenza sono di nuovo nella mia cara bibliotechina di provincia e un vecchietto su due mi guarda storto, chiedendomi spiegazioni sul nuovo taglio punk.
Quando faccio notare la cicatrice per cui mi sono dovuto rasare è come se facessi un balzo dall'inferno alla candida rosa, mutando da Satana a Gabriele.
Quella cicatrice non è solo uno squarcio nella testa, ma uno spiraglio sulle camere di ospedale. Al vecchietto gli brillano gli occhi, non chiede altro che confrontare i suoi mali con i miei, le sue degenze con la mia. E mentre ascolto l'ennesima nonnina che mi racconta di quando si è rotta il femore penso che gli ospedali sono come la galera. 
Chi c'è stato 1) fa comunella con gli altri ex 2) è un peso per i parenti 3) prima o poi ci torna.

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