Diario ruvido - Hyper 4

 Andiamo a questo gran festival della musica per tutti i gusti. 
All'ingresso ci danno delle cuffie, sul palco è illuminato un I-pod. Non suona nessuno, ma il rilevatore di personalità ci spara nelle cuffie proprio la musica che ci piace ascoltare. 
Davanti a me un metallaro poga in mezzo a quattro vecchietti che fruiscono un concerto da camera per violoncello. 
"Hyper, io me ne vado". 
Mi tolgo le cuffie e gliele metto in mano. 
"Proprio adesso che ci rilasciano in vena la droga che ci piace di più?". 
"Sì cazzo, tutto ciò è ridicolo". 

Esco dal cancello e mi fiondo al festival della musica che non piace a nessuno. Criticoni snob e ragazzini dall'espressione "aranciata amara" denotano un'evidente superiorità, mista a disagio e ribrezzo. "Datemi delle cuffie, presto!" Nino D'Angelo inizia a cantare le sue lagne, domani gliene canto quattro sul blog. 

IL GIORNO SEGUENTE

"Interpretatmi sto sogno!" 
tuona Hyper schiaffando la memoria esterna del suo cervello sulla scrivania dell'E-freud. Lo strizzachiavette fa uno scan antivirus. Mentre la scansione procede domanda ad Hyper cosa c'è che non va. 
"Cosa c'è che non va? Ho sto sogno ricorrente, gira tutto, vedo abiti, abiti vuoti. Nessun volto, nessun corpo a riempire questi vestiti, solo un turbinio di mutande". 
"Hyper". 
"Che c'è?" 
"Hai scambiato la tua memoria esterna con quella della lavatrice". 
"Ho cosa?" 
"Hai capito benissimo Hyper". 
"Ah". 
"Già". 
"Scusa se ti ho fatto perdere tempo". 
"Sai una cosa Hyper?" 
"Dimmi". 
"Dovresti correre a casa". 
"Perché?" 
"Conosco le tue manie sessuali. E se non sbaglio hai lasciato tua moglie a casa con la lavatrice".
 

Nessun commento: