Diario ruvido - E-book

Puzzo terribilmente, ho addosso i vestiti lerci di una due-giorni ad alto tasso di. 
So di fumo; macchie di rosso ravvivano la mia maglietta scolorita. Arriva questa tipa ben vestita, profumata, bel portamento. 
Mi schiaccio tutto contro il finestrino per evitare di contaminarla col mio lerciume. 
“Cazzo, mi prenderà per un barbone” – penso – e cerco un’idea per riguadagnare un punto di dignità. 
Ma certo, l’e-reader! Estraggo fiero dalla tasca l’avanguardia tecnologica capace di risollevarmi dal marciapiede dei senzatetto. 
Solo che – puttana troia la batteria! 
Quella non ha ancora notato l’oggettino che ho in mano– evidentemente sta girata di là per respirare aria salubre – e io non posso metterlo via subito, batteria o non batteria. 
E allora lo tengo lì, fingendo di leggere a schermo spento, inclinandolo tatticamente. Trascorrono minuti lunghissimi e quella non mi ha ancora degnato di uno sguardo e io mi sento un imbecille a smaneggiare sto bagaglio spento. Fanculo, cambio posto, più avanti ho visto un marocchino.

Nessun commento: