Diario ruvido - Street view stories 4

"Street view stories" sono brevissimi racconti ispirati a luoghi che ho visitato con la funzione 'street view' di Google Maps. 
Affascinato dai posti inaccessibili e remoti, ho inserito foto prese direttamente dallo schermo del computer per accompagnarvi in un lungo viaggio virtuale.
In Antartide risiedono stabilmente un migliaio di persone che diventano cinquemila nei mesi più "caldi". Oltre alle basi scientifiche esistono due veri e propri centri abitati, Villa Las Estrellas ed Esperanza. Contano ciascuno un centinaio di abitanti e vantano scuole, ospedali, palestre e biblioteche: prefabbricati metallici che si ergono in una distesa di ghiaccio.
Sulle strade di fango e neve circolano inquietanti cingolati di grosse dimensioni e nelle zone più a nord, quando il clima è più "accessibile" (si parla di meno venti gradi) è possibile fare escursioni a piedi per ammirare i picchi innevati, i laghi ghiacciati e le numerose colonie di pinguini.
Quinta guerra mondiale, o forse la sesta, ho perso il conto. Il mondo è diviso in tre superpotenze: Stati Uniti, San Marino e Antartide.
Nell'inaccessibile base ghiacciata di Santo Maometto Martire il centro di comando antartico discute le informazioni ricevute dai servizi segreti.
"Siamo fottuti ragazzi".
"Come fottuti? Abbiamo appena conquistato Andorra!"
"La conquista di Andorra ha infuso morale nelle truppe, è vero, ma abbiamo motivo di credere che San Marino abbia progettato un'arma letale".
Il generale srotola un grande foglio che occupa l'intero tavolo. C'è il disegno stilizzato di un pinguino.
"Ecco l'arma che potrebbe sterminarci".
"Un pinguino?"
"Sì, un pinguino. Quei bastardi musi-rosé dei San Marinesi sono riusciti a creare un virus tecno-biologico che fa esplodere i pinguini".
"Oh cazzo!", esclama il soldato Boris lasciando cadere il bicchiere di succo d'acqua frullata.
"E' un virus che si propaga molto in fretta. E' studiato apposta per l'organismo dei pinguini e contagia solo loro. Una volta terminato il tempo di incubazione il pinguino infetto esplode con una potenza pari al doppio di una dinamite tradizionale".
"Oh cazzo!", torna ad esclamare Boris, lasciando cadere dall'altra mano il paninazzo alla neve - due fette di pane integrale imbottite di neve fresca di stagione.
"Hanno inoculato il virus in quello che chiameremo Pinguino Alfa. I nostri informatori sostengono che questo pinguino si trovi in una colonia non lontana da qui. Il tempo di incubazione del virus è di quarantotto ore, quindi ci rimane circa un giorno per trovare questo pinguino e ucciderlo. Se sterminiamo il pinguino alfa e tutta la sua colonia eviteremo che il virus giunga all'ultimo stadio trasformando l'antartide in carbonella per le grigliate".
"Ecco la colonia!"
Ivan indica a Boris un insieme di macchioline nere in lontananza.
"Pinguini! Eccoli i bastardi!"
Boris imbraccia il mitragliatore, ma Ivan gli appoggia una mano sulla spalla.
"Aspetta. Se spari adesso li disperderai in tutte le direzioni. Dobbiamo avvicinarci di più. Quando saremo a pochi passi dalla colonia apriremo il fuoco".
"Sì! Pinguini arrosto per cena, vero Ivan?"
"Io li preferisco crudi".
La neve scricchiola come le patatine al cinema sotto gli scarponi dei soldati.
Sono arrivati a pochi metri dalla colonia quando un pinguino alza una pinna indicando il cielo.
"Cazzo fanno Ivan?"
Il primo pinguino spicca il volo, poi si alza tutto lo stormo.
"Mi avevano detto che i pinguini non volano!"
"Anche a me! Fuoco cazzo, fuoco!"
Le bocche delle mitraliatrici cominciano a sputare raffiche di piombo e i pinguini cadono sulla neve con tonfi sordi. Cadono a grappoli, colorando la neve di un rosso intenso, come se il sole del tramonto si fosse sciolto su questo ghiaccio.
"Urrà! Li abbiamo sterminati capo".
"Non tutti Boris: guarda".
Ivan indica una macchiolina nel cielo che diventa sempre più piccola.
"Cazzo, ce n'è scappato uno. E basta quello a propagare il virus".
"Siamo fottuti".
Il pinguino è quasi scomparso all'orizzonte e plana sull'acqua dell'oceano per sbeffeggiare i suoi cacciatori.
Fa uno starnazzo sadico, come una risata che viene soffocata di colpo.
L'orca fa un salto di qualche metro e inghiotte il pennuto.
La sera nella base militare gli abitanti dell'antartide, docici in tutto, brindano al successo.
"Alle orche!" grida Boris.
"Alle orche!" gli fanno eco gli altri.
Se solo sapessero che gli americani hanno trasformato le orche in bombe atomiche.

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