Diario ruvido - Hyper 3



Entro nel locale schivando due morti annegati - l'acqua alta a Pievepelago sta diventando un problema. In un angolo al buio c'è il solito Kocinsky che sta dilapidando la paga del giorno alle slot machine. 
Sì, Kocinsky ha un lavoro. E guadagna bene, ripara slot. La metà le ha distrutte lui a calci. 
Hyper appoggia il suo drink, un bombumma, 1/3 di alcool etilico, 1/3 di fegato di Loredana Berté, 1/3 di vecchi floppy disk infetti da virus arcaici. 
"Guardalo, gioca ancora alle slot", il suo sguardo è quello di chi la sa lunga. Mi prende per un braccio e mi fa sedere accanto a lui. 
"Per quanto mi riguarda, conto-slot". 
"Conto-slot?" chiedo io. 
"Conto-slot. Il conto in banca che ti fa perdere una cifra casuale ogni mese". 
"Scusa?" 
"Sì, perché sbattersi a fare bancomat, andare in un locale, tirare la leva della slot-machine? Conto-slot ti risparmia un sacco di fatiche, hai una perdita diretta sul tuo conto in banca". 
"Cioè, non si guadagna mai?" 
"No, perdi sempre. Qualche mese perdi duemila euro, qualche mese ottomila". 
"E allora qual'è il vantaggio?" chiedo stupito.
 Lui mi guarda serio, lucido, finisce il suo bombumma. Hyper la sa davvero lunga. 
"Quando perdi duemila euro ne hai seimila in più di quando ne perdi ottomila". 
"Non ci avevo pensato".

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