Diario ruvido - Caduta Massi (inedito del 2008)


Si gira nel letto, suda, pensa che vuole dormire e più lo pensa più gli è difficile dormire. Saranno le due di notte. Anzi no, magari fossero le due di notte. Qui si son fatte le quattro e porca puttana, bisogna dormire.
Se non dorme gli viene il mal di testa e se gli viene il mal di testa non dorme nemmeno la notte dopo. Questo pensiero lo agita, pensa che non si deve agitare, che se si agita non dorme.
E di nuovo sto pensando che devo dormire, cazzo, bisogna pensare ad altro!
C'è quella cosa del contare le pecore, dev'essere una cazzata. Ma se è diventata patrimonio comune vuol dire che c'è qualcuno che ha effettivamente contato le pecore e questo l'ha fatto dormire. Ci prova anche lui, si mette davvero a contare le pecore e se le immagina anche. Le vede saltare la staccionata, proprio come nelle vignette della settimana enigmistica, che vaffanculo ci sarà un fondo di verità in questa cosa!
Arriva a settantasette che non si ricorda se in realtà non sia a sessantasette e di nuovo il problema si ripresenta al centosettantasette. Superati i duecento pensa che non si sta addormentando e subito dimentica le pecore e si agita pensando solo che vuole dormire.
Si gira ancora una volta, cercando un angolo fresco del cuscino, non lo trova e rivolta il cuscino e poi c'è un suono che squarcia la notte.
Irrompe a un volume altissimo, che Nick si rizza sul letto in un colpo ed è bianco dallo spavento e gli batte il cuore al ritmo di duecento pecore al minuto. Lui non si chiama Nick, ma il suo nome italiano non funziona in questa storia.

Ha vibrato tutta la stanza, coi vetri che tremavano e che per poco non sono andati in frantumi per la potenza dei decibel. Il suono è partito dal nulla e si è spento nel nulla, un pezzo di canzone e nient'altro che questo. Lo squarcio diceva: “Quest'anno non ci sarà settembre coi suoi colori”, un pezzo dei Caduta Massi e Nick lo conosce bene. E porca puttana quest'anno non ci sarà nemmeno il sonno, che se c'era qualche speranza di addormentarsi ora è andata in frantumi al posto dei vetri e le duecento pecore sono scappate dal recinto e fanno schiamazzi che qui non si dorme mai più.
I goccioloni scendono lungo la fronte e sono meno salati di quelli da fatica. Il sudore della paura ha un gusto tutto suo e Nick lo degusta con attenzione durante il silenzio che segue il frastuono.
Resta seduto immobile cinque minuti, che a lui sembrano trenta e tende l'orecchio cercando nel silenzio un'eco di quel suono. Tutto è muto, Nick, che se proprio vuoi sentire qualcosa ci sono dei grilli che cantano, ma lo fanno giusto per farti capire che non sei tu ad essere sordo.
Si alza e la prima cosa che fa controlla lo stereo, ma lo stereo è spento e se anche si fosse acceso non sarebbe certo partito un istante isolato di una canzone per poi bloccarsi di colpo.

Quest'anno non ci sarà settembre coi suoi colori”, Nick ha sentito questi versi e la musica era aggressiva e i decibel frantumavano i vetri, anzi no, il mio sonno.
Pensa che magari è stato il vecchio del piano di sotto, che forse sì, è stato lui e si è sentito tutto fino a qui, che ha acceso la radio e poi ha spento perchè cazzo, si sarà accorto anche lui che il volume era spropositato.
Questo nuovo ragionamento lo mette tranquillo e quasi rifiuta di domandarsi perchè un vecchio di ottant'anni dovrebbe accendere la radio e ascoltare i Caduta Massi alle quattro di notte.
Dormire non si dorme più e allora fa la pazzia di vestirsi e uscire sul pianerottolo. Scende le scale e va ad origliare alla porta del vecchio.
Qua non si torna a letto se non si è capito che cosa fosse quel suono e se è stato davvero il vecchio allora sarà ancora sveglio anche lui e se provo ad origliare magari c'è lui che gira in pantofole e mi metto tranquillo.
Accosta l'orecchio al portone e prega di sentire qualcosa, un rubinetto, un colpo di tosse, qualche passo, magari qualche bel passo sordo e pesante!
Ma il vecchio russa che sembra dormire col megafono e il suo sonno è talmente pesante che Nick lo invidia moltissimo, che quello avrà contato massimo una pecora, anzi, cosa dico una pecora, quello si è addormentato guardando il recinto vuoto perchè le pecore erano ancora in aperitivo in Via Gallucci.

L'insonnia e il mistero agitano Nick e questa cosa va capita e il mal di testa è in agguato. Nick soffre di un mal di testa particolare che a raccontarlo la gente non ci crede. Gli viene solo la domenica, puntuale, sempre la domenica.
Ma domani è martedì e arriverà il mal di testa di martedì perchè non dormo per questo fottuto mistero. Non era un sogno, ne sono sicuro, perchè lo so benissimo che non stavo dormendo.
Allora Nick scende le scale e dal pianerottolo va fino in garage che vuoi vedere che è partito lo stereo della macchina?
La cosa è possibile. Ascolta spesso i Caduta Massi in auto e magari la canzone è partita da lì. Anzi, ecco spiegato tutto: gli hanno fregato la macchina. Il ladro ha acceso e lo stereo è partito a tutto volume perchè Nick lo tiene sempre a tutto volume che quei tamarri fermi al semaforo almeno sentiranno un po' di vera musica per qualche secondo della loro vita. Un semaforo rosso di rock che almeno questi trenta secondi ti fermi e ti rendi conto che fin'ora hai ascoltato solo merda e che questo semaforo rosso vale molto più di tutte le luci blu al neon che hai montato sotto la Punto.
Sì, ecco: il ladro ha messo in moto, è partito il casino, il ladro ha spento lo stereo e tutto andato così.
Nick tira su la serranda che quasi quasi spera davvero che gli abbiano fregato la macchina così almeno si svela il mistero e nemmeno si chiede perchè un ladro dovrebbe essere sceso per richiudere il garage prima di fuggire a tutta velocità.
La macchina è lì e tutto è spento e dentro lo stereo non c'è nemmeno il cd dei Caduta Massi.
Nick si sente stordito, si gira su se stesso come per capire dove si trova, ricorda il momento della notte in cui è partita la canzone e a costo di non dormire mai più vuole arrivare in fondo a questa storia e che le pecore vadano pure a puttane che almeno fanno qualcosa di più divertente che saltare un recinto.

Ormai che è in garage sale sull'auto e mette in moto, che vuoi vedere che tutto è partito dalla discoteca lì vicino?
C'è una discoteca del cazzo che quando le notti sono silenziose e il vento è debole e tira dalla parte giusta e nell'atmosfera c'è un qualcosa di favorevole si sente la musica venire da là, che di solito si sente solo la batteria tutta uguale della tunz e magari qualche nota di basso ossessivo, ma l'unica spiegazione è questa. Stavolta hanno messo su qualcosa di diverso e siccome conoscevo già il pezzo ho carpito tutti gli elementi della canzone. “Quest'anno non ci sarà Settembre coi suoi colori” e io guido fino alla discoteca che finalmente metto in pace il mio cuore e sarebbe anche ora che quel locale di merda mandasse qualcosa di decente.
Nick guida per nemmeno un chilometro e fa finta di non chiedersi perchè una discoteca dovrebbe mandare i Caduta Massi alle 4 del mattino di martedì notte e soprattutto perchè dovrebbero mandare solo il frammento di una canzone e nient'altro che questo.
Non si pone più alcun quesito perchè ormai ha deciso che tutta la spiegazione è nascosta in quella discoteca commerciale e il problema casomai riguarda i gestori del locale, non certo Nick, che tempo venti minuti sarà finalmente nel mondo dei sogni e le duecento pecore saranno stanche anche loro di fare le orge con le puttane.

Si avvicina e non si sente niente, parcheggia là sotto e non c'è nessuno, cammina fino all'entrata e vede che il lunedì e il martedì sono giorni di chiusura. Si siede contro il muro e appoggia la testa tra le mani. Lui l'ha sentito, ha sentito un frammento di Caduta Massi e sa per certo che non stava dormendo e che aveva tirato fuori tutta la storia delle pecore proprio per questo motivo.
Tira su la testa, la notte è limpida che hanno installato uno schermo ad alta definizione grande come il cielo. Si vedono le luci sull'appennino al punto da distinguere ogni singolo insonne sparso lungo la Giardini, che da qua a Monfestino ce ne saranno duecento con la cameretta accesa. Alcuni si fanno le seghe su internet, alcuni scopano la fidanzata che stavolta lo vuol fare con la luce accesa per vedere il torso nudo schiacciarle i seni, alcuni contano anche loro gli insonni sulla Giardini.

Pensa che porca puttana il suono viene da là. Ecco la spiegazione: Nick ha sentito proprio un gruppo di suoi amici che conoscono i Caduta Massi e magari han provato a farne una cover. Il suono proveniva dalla loro sala prove e quelli suonano a Maranello. Sa che sono talmente fuori di testa da essere capaci di provare alle quattro di notte, sa che in questo periodo hanno il chiodo fisso dei Caduta Massi, sa che deve per forza aver sentito loro, che certe condizioni particolari hanno fatto arrivare il suono di una canzone fino in camera sua e adesso appuriamo questa cosa e faccio la pazzia di guidare fin là e li saluto e ne approfitto che ci beviamo una birra in compagnia. Se la Giardini è talmente limpida da vedere le luci allora questa purezza deve riguardare anche i suoni. Nick se la spiega così e questa cosa pare funzionare, anche perchè ha finito le idee e se escludiamo tutto è rimasta soltanto questa possibilità.

Cazzo, come ha fatto a non pensarci subito? Ultimamente non ha fatto che parlare dei Caduta Massi con gli amici di Maranello e quelli là si son messi a suonare proprio stasera.
Porca puttana, quando arrivo là gli chiedo il risarcimento dei danni morali e ci saranno anche duecento pecore che chiedono il conto delle puttane.

Fa la Giardini e tra poco sorgerà il sole. Fa la Giardini, che fino a Maranello sono tutte case. Baggiovara, Casinalbo, Formigine, Ubersetto. In ogni paese conosce qualcuno perchè Modena è strana, perchè tutti vivono in provincia e pochissimi in città.
Fa la Giardini e non c'è nessuno e tutto intorno le cose diventano azzurre con l'alba lontana che fa degli alberi una prosecuzione celeste dell'aria. Sì perchè quando l'alba è fredda, è tersa, e ancora alba non è, allora gli alberi e le case raccolgono il colore del cielo, che quasi sciogliendosi scivola sui prati ricoprendo tutto di puntini blu e azzurri e bianchi, raffreddando tutto nell'immobilità di un'alba che ancora alba non è.
Respira la Giardini, se la fa scendere nei polmoni e respirandola sente già l'odore della Giardini dopo Maranello, di quella Giardini che non è più solo case, ma curve e fermate della corriera, prati e colline e San Venanzio, che anche lì conosce qualcuno, e Serramazzoni, dove ha passato l'infanzia e ancora più in là dove tutto profuma di mattoni vecchi, di umidità buona, un'umidità che in città non c'è, quella che si sposa col vino, quella che la annusi e sa di storia, di castelli e di Monfestino.
Annusa già la Giardini che sarà, quella che lo aspetta dopo Maranello, che lo accoglierà nell'alba intensa e questa volta vera, che getterà l'arancione sulla fermata della corriera, quella solitaria, quella che ti dice che hai passato San Venanzio, quella che ti dice che se sei arrivato fin lì allora arriverai fino ai boschi e ai prati, là dove le case di città si sono trasformate in recinti e cucce del cane e nel vecchio che fa qualcosa nei campi e non capisci cosa e lo vedi indaffarato e pensi che quello non si è mai preso un giorno di pausa, che magari fa la cosa più inutile che gli è venuta in mente, ma almeno la fa, perchè deve stare sul suo prato, perchè deve farsi vedere dalle macchine che passano, perchè vuole che tutti sappiano che lui e il suo cappello e la sua giacca sono sempre lì ed è lì che stanno facendo qualcosa. Sopra ogni prato c'è un vecchio, o c'è un trattore, o c'è un cane e tutte queste cose in città non ci sono e se ci sono non sanno più di vecchio o di trattore o di cane, ma sanno solo di ruggine. Ruggine sul vecchio, ruggine sul trattore e ruggine sul cane, che ora faccio la Giardini e la ruggine si stacca anche da me.

Nick supera Maranello e si chiede come abbia potuto pensare anche solo per un momento che il suono provenisse da lì, dai suoi amici e dalla loro sala prove. Quanto era ingenuo, quanto era stupido e cieco.
Quel suono veniva da Pavullo. Non c'era alcuna radio, lettore cd, discoteca o gruppo cover a riprodurlo. Quel suono proveniva dai Caduta Massi e da nessun altro.
L'alba sulla Giardini l'ha condotto più in là, più là di Maranello, verso i profumi e i ricordi di Pavullo. Supera Maranello, che nemmeno se ne accorge, pensa solo alle curve di Montagnana e Ligorzano, che anche a Ligorzano conosce qualcuno e l'alba brillante fa vibrare il paese e Ligorzano diventa tremulo nell'arancione che rimbalza sull'asfalto vuoto, sulle pareti vuote, sui campi vuoti, sul tutto vuoto che si riempie di rosso intenso e ora di luce abbagliante, che si riempie del respiro di Nick, che aspira tutto, che aspira la luce, che gonfia il cuore di sole e di caldo e di agitazione e foga perchè adesso Nick conoscerà i Caduta Massi.

Egli è stato chiamato dal frammento di un urlo nel cuore della notte, dallo squarcio di un suono che ha infranto il suo sonno. C'era l'eco di un'onda da seguire, la vibrazione di un grido, di mille decibel che sono rotolati giù dalla Giardini, che come la piena di un fiume si sono riversati nelle strade.
Ora vedo tutto chiaramente, vedo il sole che fa del cielo lo specchio di un pastello, vedo Serramazzoni e le nitide vallate, là dove ci sono ancora le pecore, che qui non saltano le staccionate per addormentare i sensi, ma anzi destano le coscienze imprigionando qualche raggio luminoso nei nodi della lana.
Ora vedo i decibel inondare le strade, scorrere giù, allargandosi nei viottoli. Questa notte sono arrivati fino in camera mia, bussando alla mia mente. Ma ancora si spargono dovunque e scommetto che anche l'Estense è stata invasa da questo suono. La piena di rumore dirompe giù dalla montagna allargandosi come un'eruzione da Pavullo fino alla città. Fatico a tenere il controllo dell'auto mentre i decibel la spingono verso il basso. Ora la Giardini ne è piena e le note scrosciano nella foga dirompente.
Penso che avrei dovuto capirlo subito, prendere la macchina e andare a Pavullo molto tempo fa. Dovevo conoscere i Caduta Massi prima, prima che il loro suono bussasse al mio sonno. Ora è tutto più difficile. La musica spinge il mio mezzo verso il basso, scalo le marce, metto la seconda e poi la prima, ma ormai si fa una fatica indicibile ad andare su.
Il fiume di suono ha raggiunto proporzioni inimmaginabili e sta devastando tuttto, non riesco più a vincerlo e il motore va su di giri, ma la macchina non si muove più.
Fatico a tenerla ancora in strada e la sento ormai vinta dalla colata lavica che la preme con forza di vulcano. Ed eccomi finalmente vinto dai decibel e dalle note, mi lascio trasportare dalla piena e qui si torna giù: Serramazzoni, Ligorzano, San Venanzio, Maranello. Ci ero andato vicino, molto vicino. Ma dovevo partire prima. Prima che il sole sorgesse.
Il fiume mi trascina, devasta tutto, mi rotola come i cavalloni nel mare in tempesta, mi precipita, mi invade come un tuono nel petto e con esso ripiombo fino a Modena, sotto casa mia e la foga si placa. Le note si ritirano, prosciugando i decibel dentro i tombini. Tutto si secca e gli ultimi suoni si assorbono nella terra del prato sotto casa. Entro, mi svesto e torno a letto.
Dormo.
Dormo e sogno di incontrare i Caduta Massi. Di arrivare fin là, fino a Pavullo, quando ancora il viaggio poteva essere completo.



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