Diario ruvido - Buttafuori 3



Il buttafuori è veramente grosso. 
Siamo a Saint Malò, Bretagna. 
Provo ad entrare nel locale, ma la bestia mi dice che "gli italiani non possono entrare". 
E' l'apocalisse. 
So di non avere alcuna possibilità contro di lui - che qualunque sarà la mia reazione finirà malissimo, ma non posso lasciargliela vinta senza combattere. 
La prima strategia è piuttosto patetica. Mi fingo giornalista. 
"I'm from the press!", grido, "I'm a journalist!"
E per supportare le parole con i fatti gli mostro la mia tessera dell'Arci, sperando che sia abbastanza stupido da crederla un accredito per la stampa. 
Non sembra turbato. 
Al ché mi gioco le mie carte fino in fondo. Inizio a fingere di fotografarlo col mio vecchissimo Nokia evidentemente privo di fotocamera. 
"You'll see your face in the first page tomorrow!" 
Non sembra turbato.
Anzi, mi molla un cazzotto sul volto. Non doveva farlo. Pur prevedendo il fallimento di questo scontro impari mi fiondo su di lui. 
Ma ecco la mossa che non mi aspettavo. Mi spruzza in faccia uno spray antiaggressione potentissimo. Sono cieco, la mia faccia brucia da farmi urlare. La merda ha vinto. 
Mi ci vorrà un'ora per riuscire a malapena a riaprire gli occhi. Una notte per riprendermi dal dolore lancinante. Gli amici mi accompagnano a casa guidando ogni mio passo. Primo lato positivo: almeno posso dire di aver combattuto. Secondo lato positivo: sono l'unico non stupratore a poter raccontare che effetto fa lo spray antiaggressione.

Nessun commento: