Settembre non tornerà - I pareri di chi l'ha letto

Riporto i pareri di chi ha già letto il libro, amici e sconosciuti.
Dietro alla copertina c’è la mia mail e raccomando a chiunque di mandarmi un suo giudizio, positivo o negativo che sia.

N.B.: ho tagliato le parti delle mail che svelavano aspetti salienti della trama.

Recensione di Sara Aleotti

Ma non dovevi scrivere quel libro sulle avventure in Africa, quello su tuo nonno?
“Ho cambiato idea. Voglio scrivere qualcosa che riguardi soltanto cose accadute a me. Fatti concreti, semplici, senza pretese. Scriverò cose reali, mi sono stancato della metafisica, ne ho abbastanza del surreale. Esperienze piccole, vere, senza eroismi”.
È lo stesso autore a recensirsi, nell’ultimo capitolo di questo libro di storie, apparentemente strane e scollegate, ma unite dall’idea che spesso sono piccoli eventi quotidiani, quasi normali, a formare una personalità e a dare forma ad un sogno.
Nicolò Gianelli, giovane autore modenese, intreccia fantasia e realtà, ricordi e proiezioni future, rimorsi e desideri in sette capitoli che coprono l’arco temporale di un anno denso di cambiamenti. Un giovane laureando, aspirante regista, vince un premio ed uno stage pressolo Studio Universal.
Si allontana dalla sua pianura e si ritrova catapultato nella stimolante e frenetica capitale per iniziare ed allo stesso tempo consolidare la sua esperienza dietro la macchina da presa.
Il rientro in Emilia inizialmente sembra essere un ritorno alla “piattezza” del quotidiano. Si rivela invece la scoperta di una nuova dimensione, quella degli affetti familiari, dei luoghi e degli episodi del passato che si ripresentano come chiave di lettura del presente ed a volte anche del futuro più prossimo. Un viaggio introspettivo tra aspirazioni, ricordi, riflessioni e situazioni, raccontato in prima persona dall’autore in modo semplice e diretto, a volte con tono gergale, che non nasconde la costante nota autobiografica. Anche il titolo “Settembre non tornerà” è in realtà un elemento autobiografico: unisce infatti il titolo di una canzone che ha fatto da colonna sonora alle avventure dello scrittore e le considerazioni rispetto a quel tratto di vita che ci racconta in questo romanzo.
Gli spostamenti in treno da un luogo all’altro sono sempre presenti nel romanzo e sono spesso la nota iniziale delle storie: stimolano l’autore a ricordare, a riflettere ed a raccontare.
La narrazione lascia molto spazio all’immaginazione del lettore: le parole lo accompagnano nella figurazione di ambienti, personaggi e paesaggi, anche se i lettori emiliani saranno facilmente condizionati dalla conoscenza del territorio. Lo spazio dedicato ai pensieri, riportati sempre schiettamente è ciò che trasforma fatti e scene sullo sfondo della quotidianità in elementi salienti e pieni di significato.

Stefano

Ho finito di leggere il tuo libro: è bellissimo! Mi ha davvero commosso il modo sincero con cui hai raccontato te stesso e sei riuscito a fare un ritratto genuino di un nodo cruciale della tua vita! Io ho sempre cercato di decifrarti... Prima eri come la Russia, un rebus avvolto in un mistero che sta dentro a un enigma, poi pian piano ho scoperto una storia incredibile, la tua, e una personalità geniale che stimo molto. Il semplice fatto che tu abbia trasposto le tue vicende nel romanzo è toccante, per la lucidità con cui hai preso atto del tuo passato, senza rinnegarlo, e sei riuscito ad andare avanti. Mi sono immedesimato in molte cose, vuoi perché ho appena finito l'università e mi sento in quell'apnea tipica dell'incertezza (cosa faccio? chi sono?), e il tuo libro l'ho preso così, come la confessione di come hai attraversato un momento difficile. Servirà anche a me come spunto per andare avanti!

Laura

Leggendo questo libro ci si potrebbe innamorare. Dovresti regalare questo libro ad una ragazza per riuscire a rubarle il cuore. Accertati però che sia una ragazza dai valori puri e incontaminati di un tempo, quando si andava per prati raccogliendo margherite, quando al posto dei supermercati c’erano fiori, quando si riuscivano a sentire gli odori della Vita scendendo in cortile, quando correre in un campo di grano e papaveri sfuggendo ai genitori era il massimo della felicità. Quando tutto ciò ti riempiva il sangue di sensazioni di libertà e di Vita che al giorno d’oggi paiono dimenticate. Comprai il libro per il semplice fatto che, chiunque riesca a pubblicare qualcosa, sia esso un libro, un cd, o un articolo di giornale, merita tutto il mio appoggio e la mia ammirazione.
Ne comprai più copie, perché ero certa sarebbe piaciuto anche a chi mi conosce bene, a chi mi conosce più a fondo, a chi ne avrebbe apprezzato la lettura solo perché era un libro a cui io tenevo.
Chi lo lesse, affermò che era il “mio” libro, che avrei dovuto leggerlo, che era talmente scorrevole che mi avrebbe risucchiata nella fantasia vivendone luoghi e descrizioni. Mi avrebbe fatto tornare la voglia di sognare.
Poi un giorno mi decisi, sfogliai pagina per pagina, e mi immersi nella lettura.

Nella nostra generazione c’è chi, a un certo punto, ha dovuto scegliere tra due strade.
La strada che vedo più semplice, dello stare al passo con i tempi e continuare a correre dentro questa solitaria ruota, piena di Tutto e di Niente. Il rimanere dentro un vortice di routine ed etichette che portano a ciò che per la maggior parte degli esseri umani è la “normalità”, venendo però risucchiato dalla tecnologica frenesia e dall’ansiosa avidità.
La strada certamente più in salita, quella che rimpiange i valori di una volta che non ti facevano mai sentire solo, che ti riempivano l’animo di passioni ed emozioni. Valori che sembrano non esistere più, valori per i quali nessuno più lotta, poiché nessuno vi crede. Io ho scelto questa strada. Ogni giorno fatico a tenere sui binari questo treno che spesso deraglia, che deve arrivare a destinazione pur non sapendo bene quale strada sia la migliore. Cerco continuamente la gioia di un tempo. La trovo a fatica ma attingo da essa. Attingo dal tuo libro, che mi permette finalmente di sognare.

Marco

Una vita in un anno: amore, storia, affetti, paure, ricordi, incontri, scontri, opportunità, morte; tutto raccontato con una dialettica mai banale nella complessità/semplicità degli eventi narrati. Personaggi che solo la vita è in grado di creare perchè la fantasia non li accetterebbe: "Il Profeta, l'Avvocato, la Strega con l'animo di bambina, l'Anziana delle scuole, i mistici della memoria,il Pakistano...". Donne, molte amate, perchè l'animo del narratore, cede al suo cuore anche quando non vuole.
La voce del passato "la saggezza del nonno e dell'africa". Sara B. L'incontro con il Padre, perchè le coincidenze non esistono, e il prosequio di un anima quella di Z.
Questo libro ti accarezza come la brezza che scende dai monti, ti culla come la nebbia.
Penso sia un opera superba nella sua semplicità e proiettata al futuro anche se ingnoto, nn dimenticando che siamo figli della nostra storia

Sara

Ciao Nicolò, ho appena finito il tuo libro... Mi ha emozionato tanto davvero! Il taglio biografico che gli hai dato sembra quasi aprire al lettore una finestra sulla tua vita... Ci sono spunti che mi hanno fatto pensare a una miriade di eventi del mio passato: i Beatles, la campagna della bassa modenese, ma anche il legame con tuo nonno. E poi la descrizione della stazione al mattino! Quanto mi è piaciuto quel punto! Hai mai visto "L'arte del sogno" di Michel Gondry? Il tuo saperti rifugiare nella fantasia durante la quotidianità mi ha ricordato molto quel film... Devo ammettere che alla fine il libro mi ha lasciato un certo senso di solitudine, non una sensazione negativa, qualcosa fra la nostalgia e la malinconia... non saprei spiegarti meglio in questo momento... Sono molto curiosa di leggere anche Oniriche!

Federica

Ciao Nicolò, sono Federica, la ragazza alla quale questa mattina hai venduto il romanzo in biblioteca, ricordi? Beh, l'ho terminato e mi è piaciuto! Hai un bel modo di scrivere e raccontare gli avvenimenti autobiografici di cui, a quanto mi è parso di capire, il volume è pieno; si nota, tra le altre cose, la tua fantasia con la quale riesci a rivestire ogni aneddoto di un aura a dir poco fiabesca, quasi come l'atmosfera mattutina dei tuoi viaggi in treno tra Modena e Bologna... mi hanno colpito diversi personaggi, all'interno del libro: primo fra tutti tuo padre, perchè la sua assenza nei tuoi confronti sembra tradursi in una presenza che accompagna e riempie di sè tutta la narrazione.

Alberto

L'inizio mi ha un po' sorpreso perché lo stile è abbastanza diverso da quello di Oniriche, più realistico e immediato. Nei capitoli successivi invece ho ritrovato quegli elementi del tuo stile che avevo sempre apprezzato, ma sempre con una varietà da un capitolo all'altro che rendono l'opera sempre interessante e diversa; in altre parole, la mia impressione è che per ogni capitolo ci siano un'atmosfera e uno stile particolare che lo differenziano dagli altri. Nel capitolo finale poi si vede che ti trovi proprio nel tuo mondo. Per la verità è proprio questa parte che mi ha lasciato più interdetto, perché non sono riuscito a vedere la continuità con il resto del libro. Diciamo che non l'ho ben compreso, probabilmente la rilettura chiarirà i miei dubbi.

Stefania

Questa notte non mi è stato possibile dormire, ho letto la prima pagina del tuo libro e ho sentito di dover andare avanti, sono arrivata alla fine. Da anni ormai mi aggiro per i corridoi delle biblioteche in cerca di qualcosa che mi piaccia, un qualche scrittore in cui io mi possa ritrovare, vorrei vedere su carta qualcosa che sento vicino. Tu finalmente dopo tanto tempo mi hai fatto apprezzare il piacere di leggere un libro tutto d'un fiato, è un opera d'arte. Hai un modo di scrivere che è straordinario, non era intuibile da "Oniriche", lì tutto sembrava più forzato. Alcune descrizioni mi hanno lasciata incantata, sopratutto quelle dei luoghi; i treni, l'Emilia che si sveglia, o le descrizioni delle ragazze, è stata una magia leggerti. Mi hai regalato tanto e per questo ti ringrazio, questo libro è un po' come un regalo per me e per tutte le persone che ti stanno attorno, per tutti quelli che lo leggeranno. Complimenti, davvero.

Elena

L'ho iniziato a casa del mio ragazzo, ho letto due capitoli, gliel'ho rubato e in due ore l'ho finito... L'ho trovato sincero, emozionante, pieno di vita e di immagini meravigliose..grazie alle tue parole era davvero come se io fossi al tuo fianco all'Emilia frutta, al Tempo, nella salita verso i monti, sui taxi di Roma e mentre vivevi le tue avventure femminili... mi sono commossa per il nonno e per il professore come se li avessi conosciuti di persona, e mi sono sentita molto molto toccata nel profondo dal rapporto tanto intenso quanto indiretto che hai creato con tuo zio.. credo che tu sia straordinariamente bravo a descrivere, a "creare atmosfere".. perdonami l'espressione, sicuramente abusata...in Settembre ho trovato più un racconto che una storia.. mi sembra che la tua massima qualità stia nel saper rendere perfettamente chiaro tutto quello che gli altri hanno in testa, ma che non riescono a dire.. e penso che tu in questo riesca massimamente bene quando si tratta di descrivere persone, paesaggi, sensazioni, piuttosto che di costruire una narrazione per come solitamente la intendiamo..
Un piccolissimo appunto: mi è dispiaciuto arrivare in fondo.. la conclusione è di nuovo in stile Oniriche.. sembra che al tuo racconto manchi qualcosa.. è un dado perfetto a cui manca una faccia, quella delle spiegazioni e delle conclusioni e dei dubbi che vengono finalmente dipanati..come è finito l'incontro con il padre? quale tra le tante strade accennate nel corso del racconto è stata scelta? il cinema, la scrittura, un lavoro?e quale di tutti gli incontri "amorosi" descritti è stato trasformato in qualcosa di più duraturo?
Simone

Nicolò possiede uno stile eclettico ed è in grado di alternare con maestria il serio al faceto, descrive finemente episodi surreali, sa stupire camuffando la quotidiana ordinarietà in coinvolgenti trame in cerca d’autore e, ancora, incanta il lettore con la magia che riesce a cogliere -dono raro- tra le sfaccettature della nostra tanto bistrattata provincia.
Il tema della terra emiliana e di chi la vive, sdoganata dei falsi e ammiccanti miti di chi l’ha dipinta di colori che non ha mai avuto né che mai avrà, ma rappresentata per quel che è e, soprattutto, descritta con una sensibilità non comune. Lo stesso scenario di sempre ma scorto (sì, ‘scorgere’ è il verbo più appropriato), da un occhio tanto naif quanto profondo, tanto curioso nell’afferrare quanto consapevole nell’aver già intuito, senza troppo sforzo, le suggestioni suggerite dal fascino non commerciale della nostra pianura, delle nostre colline di crocevia e delle nostre montagne.
A questa semplicità obbligata si contrappongono l’immaginazione ed il suo terreno più fertile, quegli stessi luoghi, immaginifici e fisici, dove Jean terminerà il suo viaggio. Nel primo tomo de “Il Signore degli Anelli”, Bilbo Baggins confida all'amico mago: "Ho già deciso e predisposto tutto. Voglio rivedere le montagne, Gandalf, le montagne!". Ecco, Jean non aveva deciso né predisposto niente ma se, come Bilbo, sapeva di dover chiudere il cerchio, allora qualcosa lo avrebbe spinto comunque, verso le montagne.
E’ un romanzo breve. Scorre via, anzi, vola via. Io l’ho letto in treno, andando a Milano. L’ho trovato talmente avvincente e magnetico che, durante quel viaggio, ho alzato lo sguardo due volte: la prima per esibire il mio biglietto al controllore, la seconda all’altezza di Lodi, dispiaciuto come in pochissimi altri casi, di avere concluso la lettura. (Ne sono stato talmente assorto che non mi sarei meravigliato se nel frattempo mi avessero derubato di tutto: se fossi rimasto senza giacca, senza portafoglio, senza telefono o senza valigia).
Concludo con un motto latino perché non c’è alcuna forza più grande della curiosità, ed è questa che mi preme lasciarvi. 'Nomina sunt omina'. Tradotto non letteralmente significa che i nomi sono presagi, che nei nomi è scritto il destino di chi li porta, che questo lo voglia oppure no, che questo lo sappia o meno, che si tratti di un’opera o di chi l’ha realizzata.
Lisa

Ho trovato il tuo libro coraggioso..sincero. A volte non mi sembrava di leggere, ma di sentire solamente i tuoi pensieri...così come ti nascevano. Non contaminati ecco..vivi, primitivi.
Poi ci sarebbero un sacco di altre piccole sfacettature che mi hanno colpito ma sono veramente troppe da scrivere tutte.
Mi ci sono trovata. L'ho letto in un baleno.Waaauum!..ed era già finito, avevo così "voga" nel finirlo che cercavo di leggerlo più veloce di quanto potessi..bè, poi è finito.. e mi sa che dovrei tornarlo a leggere di nuovo, perchè a me piace assorbire le cose pian piano..
Quando hai parlato di essere stuprato da un alieno davanti a 20 scienziati della nasa che prendevano appunti..oddiooo li ho riso per 2 ore!..per fortuna che in biblio non c'era nessuno...ahah!
Comunque, se la tua vita è davvero come nell libro..vita intensa eh! complimenti..!

Marta

Mi sono ritrovata nella passione per l'arte, il teatro, il cinema.
"Settembre non tornerà" mi ha colpito parecchio perchè mi è sembrato un libro molto sincero. E' un libro con tante sfaccettature, o almeno io ho provato un sacco di emozioni, ad esempio quando parli della scena in cui i due vecchietti vedono te e Michele nel loro appartamento, io ho avuto paura. Poi mi sono incazzata quando quel vecchiaccio ci provava con la tua compagna di università, era chiaramente fuori dalla sua portata, e lui ti ha fatto fare una figuuuuuura.... poi vediamo... hem... si, ho provato una tenerezza infinita quando parli di tuo padre e di "Z", e mi ha fatto sorridere tutto quell'elenco infinito di ragazze.
Mi è piaciuto anche il fatto che ogni capitolo comincia con un riferimento allo 0.0, che sia il tipo di farina, gli anni, i km, o i secondi dell'I-Pod... è proprio una bella trovata. E poi diciamocelo: fai delle descrizioni bellissime. E poi associ le ragazze alle fate, ai profumi, agli angeli... cavolo... anche io voglio una descrizione così...sigh... me la faresti anche a me?? ...ok, che imbarazzo, scusami! Beh, mi è piaciuto moltissimo, complimenti!!!!

Damiana

“Cos’è la vita? Un lento risveglio assopito dalla nebbia; lunghe attese per essere ascoltati; un viaggio guardando sempre lo stesso paesaggio; tante partenze senza sapere se si arriverà; venditori di opportunità a caro prezzo; desiderio di appartenenza a qualcuno o a qualcosa; un passato che non si scolla dalle tue spalle e che ti riporta sempre indietro, a rivivere vecchie emozioni che non trovano più né spazio né senso nelle nuove realtà. Te ne rendi conto quando tutto quello che conoscevi arriva al termine e ti concedi di ricordare per l’ultima volta per poi voltare pagina ed incontrare la vita.”
Carissimo Nicolò,
Ho letto la tua opera velocemente e da profana. Non ho la tua preparazione letteraria e tantomeno filosofica. Quello che ho scritto è quanto mi è arrivato alla mente stamattina, all’improvviso, mentre passeggiavo con il mio cane.
Complimenti per la tua capacità di immaginare, le parole mi hanno proiettata in un mondo fantastico, di emozioni intense che ho percepito anche nel corpo.
Spero di conoscerti e ti invito a leggere il mio Dialogando con il Silenzio,
Un saluto

Maria Giulia

Innanzitutto congratulazioni, io che non so una lettrice accanita in tre giorni me lo sono mangiato, quindi è stato veramente bello!
Dunque le mie impressioni sull'autore, e quindi parlo in modo oggettivo, nel senso che non ti conosco, non so praticamente nulla di te per cui è come se parlassi di uno scrittore qualunque di cui so poche cose personali sono le seguenti, o meglio i miei (forse viaggi mentali), sono riassunti in tre parole: poeta, sognatore e artista.

Poeta per l'eleganza con cui giochi con le parole, come descrivi tutto nei minimi particolari, anche le cose a cui "noi comuni mortali" non dedicheremmo così tanta importanza...
Mi hanno molto colpito le lunghe descrizioni delle persone, in particolare quella della ragazza conosciuta all'università, tra i banchi dell'aula, poi anche quella della notte di fuoco con la dark (quella se non erro, della copisteria) e anche la descrizione del corso di lettura veloce... tu verso la fine del libro dici al tuo amico che avresti scritto un libro "senza eroismi", invece ogni cosa pare un'impresa sovrumana, ed è bello perchè anche alle cose che magari sembrano inutili, senza significato, tu gli hai dato importanza... hai dato significato alla vita, a ogni momento che hai vissuto, ed è bello perchè guardando nel mio piccolo molte volte faccio le cose senza nemmeno più dargli importanza...
L'idea che ho io della figura del "poeta" è che riesce a fermarsi, a guardare intorno a sè, non è preso dalla vita frenetica di tutti i giorni, non si lascia vivere, ma vive, riesce a cogliere gli aspetti più "intimi" della vita, tutti quei dettagli che invece chi è preso dalla vita frenetica non riesce a cogliere perchè immerso nei suoi mille pensieri e impegni...

Sognatore perchè tutto il libro è descritto come se si fosse in un sogno, in una realtà che non è la nostra... quando fai riferimenti vari, a Dante, al paradiso, al purgatorio (il paragone della segreteria studenti mi ha fatto troppo tornare in mente che anche a me son capitate scene del genere!!) però allo stesso tempo sei concreto, non dici cose campate per aria, ma cose reali, che chiunque può capire.
Sognatore anche ad occhi aperti... racconti quello che stavi facendo in quel momento, poi c'è qualcosa che fa partire i tuoi pensieri e inizi a raccontare qualche altro episodio della tua vita, per poi ritornare "sulla Terra"... mi riferisco all'episodio in cui parli dell'incontro col professore, in cui tu esci e incontri questa Debora, e da lì parte la vicenda di Debora, delle tue amanti, della polizia (se non erro) e poi "torni" alla realtà, a quando uscito dallo studio del prof sei a sedere sulla sedia e non sai se aspettare Debora o meno... mi è piaciuto molto questo pezzo...

Artista perchè sì... ho percepito un po' l'irrequietezza d'animo, la continua ricerca di qualcosa che secondo me caratterizza un po' gli artisti... anche solo per quanto riguarda la tua storia personale.. questa ricerca spasmodica di tuo papà, la ricerca di qualcosa che non trovi in nessuna delle ragazze in cui ti sei imbattuto... ho avuto questa sensazione... come di una persona che non riesce a trovare pace... ma che con le parole è capace di trasmettere le sue emozioni...
poi hai una gran fantasia e creatività, che sinceramente non ho mai trovato in nessuna persona...

In conclusione, è un libro carico di emozioni, carico di sentimenti e ti dico, io che sono una tipa piuttosto razionale, che con il lato emotivo è piuttosto in conflitto mi hai fatto smuovere dentro un sacco e sinceramente non me l'aspettavo...

Daniele

Caro Nicolò,
ho da poco terminato la lettura del tuo “Settembre non tornerà”.

In una parola, piacevolissimo.
Devo dire che ci ho trovato echi e rimandi di autori che stimo e seguo, tra i quali Kundera (un nome da niente!). Il finale intenso, poi, mi ha invece fatto pensare ai lungometraggi animati di Hayao Miyazaki.

Che dire, moltissimi complimenti e grazie per averlo scritto!
Grazie, perché ho trovato, nel modo che hai di raccontare la tua vita, un po’ di me. Anch’io ho sempre avuto la percezione dell’esistenza di Sara B., sai? Solo non sapevo si chiamasse in questo modo (ah, per inciso, io abito in via “Giacomo Leopardi”…). Grazie, perché ho sempre avuto la netta percezione che quei “corsi di lettura veloce” fossero in realtà delle losche sette religiose. Grazie, per avere brillantemente espresso il tuo pensiero riguardo “la data di scadenza di dio” (la tua personale rivisitazione della teoria di Niezche l’ho condivisa, al punto che ho piegato l’angolo di quella pagina per non perdere il segno).
Ti stimo davvero, Nicolò, e non nego che sarei curioso di sapere se una nostra ipotetica collaborazione potesse generare qualcosa di buono.

Continua così, sei davvero bravo!
A presto, spero.
Daniele

Nicole

Ciao, ho finalmente letto, con immenso piacere, "Settembre non tornerà". Lo trovo a dir poco stupefacente.
L'ho letto con una velocità supersonica, credo che, almeno a me è successo così, quando inizi, poi sei costretto, da una forza cieca e irrazionale, ad arrivare alla fine. E a me funziona poco spesso di non lasciare lì libri a metà, libri che ho tentato di leggere e che poi ho abbandonato. L'ho divorato in due giorni forse anche perchè ero curiosa, e credo che lo metterò nel cassetto con i libri a cui sono affezionata.
Mi è piaciuto il libro in sè, ma soprattutto il modo in cui scrivi, sicuramente diverso dal mio, ma molto vitale e reale, magari semplice nell'espressione, ma la cosa che mi ha colpito di più è proprio questo trasmetterti sensazioni, questo suo esser non pura parola, ma un condensato di immagini ed emozioni.. seppur abbia nella fantasia una potenzialità enorme, riesce anche ad esser reale, molto "quotidiano".
Ogni frase contiene in sè un'immagine, è molto evocativo il tuo stile. Scorre tutto liscio ed è bello anche immedesimarsi qua e là nelle figure che hai delineato. Molto bella la fine, direi che l'ultimo capitolo è l'apice.
Ti faccio i miei complimenti, sei molto bravo e il tuo libro è una dimostrazione permanente, un prodotto sicuramente molto molto molto valido!


8 commenti:

Zuzù ha detto...

Jean,facciamo in modo che io lo abbia per stasera.

Nicolò Gianelli ha detto...

Facciamo davanti al bowling alle 20.30?

Cazzo, non ho soldi nel cellulare, non riesco a richiamarti!

Dom a.k.a. December Seventeen ha detto...

Ave Nicolo' avresti anche una copia di oniriche da vendermi???se si ,portala con te domani sera che l'acquisto in bundle assieme a Settembre!!!un' abbraccio!

Nicolò Gianelli ha detto...

Certo Dom!
Mi fa piacere che tu me l'abbia chiesto!

A domani (domani finisce il mondo)

Emanuel Gavioli ha detto...

Semolicemente senza parole. Se un giorno ti incontro ti dico delle cose ok?

Nicolò Gianelli ha detto...

Certo E, ma allora l'hai già letto, grande! Appena sarò in quel di Maranello vedrò di fartelo sapere, tanto adesso in qualche modo riusciamo a contattarci. Ma sopattutto: cosa ci facciamo qui alle 2.20 di notte?
A presto!

Emanuel Gavioli ha detto...

L'ho letto tutto d'un fiato. Scorre da Dio. E' curioso, e il personaggio con le sue paranoie è a tratti divertentissimo. Hai fatto un gran lavoro. Devo dire però che il libro l'ho apprezzato pienamente solo il giorno dopo. C'ho messo un pò a metabolizzarlo, ma non so perchè. Probabilmente è perchè dentro c'è veramente tanto e forse ad ogni capitolo si dovrebbe prendere tempo per riflettere su ciò che è stato.

Io di solito sono sveglio alle 2.20 solo quando devo smaltire una sbornia!

Nicolò Gianelli ha detto...

Grazie Emanuel, mi hai messo di buon umore.
Quando ci vedremo avrò delle cose da proporti.